Specialty coffee, part. 2

Oggi nevica, il tempo giusto per concedermi uno specialty coffee… ma non sempre scegliere è così facile!

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Ebbene si, scegliere non è facile…!

Innanzi tutto, nell’articolo precedente non vi ho spiegato tutto, in quanto è bene che sappiate che un caffè, per essere classificato “specialty”, deve “appartenere” ad una categoria di caffè che non solo abbiano raggiunto un punteggio di 80+ su una scala di 0-100, ma anche tutta la filiera che inizia dalla selezione della varietà fino alla tostatura ed alla fase di assaggio devono essere eseguite secondo dei criteri molto rigidi e ben definiti dalla SCAA.

Qui potete trovare i protocolli (ad eccezione della tostatura, per ora) da utilizzare per eseguire tutti i passaggi nel modo corretto al fine di poter preparare, servire e valutare il vostro caffè speciale! (http://scaa.org/?page=resources&d=what-is-specialty-coffee )

Se non ché, in realtà, ad oggi l’asticella dei caffè di qualità si è un po’ alzata, ed indipendentemente dall’ottenere più di 80 punti, i caffè davvero di qualità ormai di punti ne devono avere più di  85  entrando di fatto nella fascia dei “finest” o meglio nella fascia della “Cup of excellence” (http://www.allianceforcoffeeexcellence.org/en/cup-of-excellence/ ), dove i caffè sono selezionati da un comitato apposito, il quale viene chiamato per valutare un determinato raccolto, e se questo rientra nei parametri della COE va di diritto ad una speciale asta nella quale i prezzi del caffè escono dalle normali quotazioni di borsa (http://www.allianceforcoffeeexcellence.org/en/cup-of-excellence/auction-results/ ).

Poi c’è un’altra cosa da valutare, ovvero che, sovente, si trovano in commercio degli ottimi caffè che di certo sono con punteggi sopra gli ottanta punti, ma che non vengono commercializzati come specialty per una questione di costi, ed altrettanti che invece, pur essendo stati acquistati come specialty vengo tostati con tostature “dark” e perdono di conseguenza le loro caratteristiche … che mondo complesso quello dei caffè speciali eh??

E così, per non sbagliarmi, oggi ho assaggiato un Etiopia Sidamo-1 con 91 punti, e devo dirvi che tostato con il corretto profilo ed assaggiato con il metodo alla brasiliana (rigorosamente), regala esattamente le note e le caratteristiche descritte, ovvero gelsomino, bergamotto e pesca…uno spettacolo!

Io poi me lo sono preparato con il mio “drip in wood”, con un rapporto di 6 gr per 100 ml di acqua, ed è una vera bontà…ora posso andare a fare a palle di neve!

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Buon caffè a tutti amici!

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