di Fabio Verona
Domani l’inaugurazione al Teatro Regio alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Quattro giorni, oltre 1.000 appuntamenti, più di 600 espositori, oltre 130 Presìdi Slow Food e 1.500 delegati da 120 Paesi. La sedicesima edizione di Terra Madre Salone del Gusto porta la biodiversità nel cuore di Torino e celebra i quarant’anni di Slow Food.
“Torino è al centro della geografia mondiale”. La definizione scelta dall’assessore ai Grandi Eventi Domenico Carretta durante la conferenza stampa di pre-apertura fotografa bene la dimensione che Terra Madre Salone del Gusto assume quest’anno. Non soltanto per le dimensioni dell’allestimento – circa 15 mila metri quadrati di stand nel cuore della città – ma soprattutto per la quantità e la varietà delle realtà che, da domani a domenica 27 settembre, convergeranno nel capoluogo piemontese.
La sedicesima edizione di Terra Madre arriva infatti a un appuntamento particolarmente significativo: i quarant’anni di Slow Food, nato nel 1986 dall’esperienza di Carlo Petrini, e il primo Salone senza il suo fondatore, scomparso nel dicembre 2025. Una ricorrenza che non viene celebrata attraverso la nostalgia, ma attraverso il tema che più di ogni altro ha caratterizzato il lavoro di Slow Food: la biodiversità.
Il claim scelto per il 2026 è infatti “Biodiversity – Be Diversity”: biodiversità naturale, agricola, gastronomica, culturale e sociale. Una prospettiva che allarga decisamente il concetto di biodiversità dal campo agricolo alla società, alle culture, alle economie e ai sistemi alimentari.
Quattro giorni, una città intera
La grande novità di questa edizione è la geografia stessa della manifestazione. Terra Madre si sviluppa lungo un percorso che collega piazza Carlo Felice e piazza Vittorio Veneto, attraversando via Roma, piazza San Carlo, piazza Carlo Alberto, piazza Castello, Piazzetta Reale, Palazzo Reale e i Musei Reali, oltre a musei, palazzi storici e altri luoghi della città.
È la realizzazione di un progetto che Slow Food aveva annunciato fin dalla presentazione: rendere Terra Madre più “raccolta e camminabile”, portando produttori e comunità nel cuore della città. Il risultato è una manifestazione che non dispone più di un unico recinto fieristico, ma che si sovrappone alla vita quotidiana di Torino.
I numeri raccontano bene la scala dell’operazione. Il programma ufficiale conta 1.000 appuntamenti, con 200 conferenze, 65 Laboratori del Gusto, più di 60 appuntamenti a tavola tra pranzi e cene, oltre 400 iniziative negli spazi di partner, Regioni e istituzioni e circa 30 incontri organizzati dall’Università di Scienze Gastronomiche.

A questi si aggiungono quasi 700 espositori, tra produttori, artigiani, street food e birrifici artigianali, dei quali 40 provenienti dall’estero. I Presìdi Slow Food saranno oltre 130, con 12 nuovi Presìdi italiani presentati proprio durante la manifestazione.
La biodiversità si mangia
Il grande Mercato resta il cuore di Terra Madre. Quest’anno i produttori italiani sono organizzati per regioni, mentre piazza Castello ospita il mercato internazionale con realtà provenienti, tra gli altri, da Giappone, Filippine, Austria, Carinzia, Turchia, India e Azerbaigian.
Accanto al mercato, la biodiversità viene raccontata attraverso le reti Slow Food: Slow Grains, Slow Mais, Slow Beans, Slow Rice e Slow Olive, il mondo della castanicoltura, i prati stabili e i pascoli, le Terre Alte e i progetti dedicati alle api e agli impollinatori.
Particolarmente interessante è la presenza delle Slow Food Coalition dedicate a caffè, cacao, vino e sidro, che portano a Torino filiere internazionali nelle quali la tutela della biodiversità si confronta direttamente con le dinamiche economiche e sociali della produzione alimentare.
L’Enoteca di Terra Madre completa il percorso con oltre 300 etichette di produttori italiani della Slow Wine Coalition e del progetto Banca del Vino.
Terre Connesse: il cibo come viaggio
Tra gli spazi più interessanti di questa edizione c’è Terre Connesse, in piazza Castello. Il progetto parte da una considerazione semplice: gli alimenti non conoscono realmente i confini politici.

Riso, mais, caffè, cacao e carne diventano così il punto di partenza per raccontare migrazioni, scambi, contaminazioni culturali e trasformazioni dei sistemi alimentari. Il percorso utilizza installazioni interattive, contenuti narrativi ed esperienze sensoriali per seguire le filiere e mostrarne connessioni, criticità e alternative.
È un’impostazione particolarmente coerente con il tema 2026: la biodiversità non soltanto come conservazione di ciò che esiste, ma come ricchezza prodotta dall’incontro tra territori, persone e culture.
Dal cibo alle politiche alimentari
Un altro elemento che distingue questa edizione è il peso assunto dai temi delle food policies.
Al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano trova spazio “Nutrire le città del mondo”, che ospita la tappa torinese degli Stati Generali della Cooperazione internazionale degli enti locali, organizzati dalla Città di Torino insieme ad ANCI e con il coinvolgimento della Regione Piemonte.
Qui il cibo diventa materia di politica urbana: diritto al cibo, mense scolastiche, sprechi alimentari, agricoltura sociale, mercati contadini, ristorazione collettiva, sicurezza alimentare e cooperazione internazionale. Sono attese delegazioni da numerosi Paesi, dall’Albania al Brasile, dalla Colombia alla Costa d’Avorio, dal Libano alla Mongolia, dal Senegal alla Tunisia, fino a Ucraina e Stati Uniti.
È probabilmente uno degli aspetti meno immediatamente visibili al pubblico, ma più significativi dell’edizione 2026: Terra Madre porta il tema del cibo dalla tavola alla governance delle città.
Quarant’anni di Slow Food, quaranta voci
Il compleanno di Slow Food sarà raccontato alle Gallerie d’Italia con un programma speciale: quattro giornate e quaranta voci tra contadini, cuochi, studiosi, giornalisti, scrittori, artisti e protagonisti della rete internazionale.
Il programma delle conferenze affronta invece temi come giustizia alimentare, diritto alla terra, agroecologia, educazione al gusto, cibo come strumento di pace e futuro dei sistemi alimentari, con ospiti internazionali provenienti dal mondo della cultura, della scienza, dell’economia e dell’attivismo.
E poi ci sono i Laboratori del Gusto: 65 appuntamenti distribuiti in diverse sedi del centro, dall’Archivio di Stato a Eataly Lagrange, da piazza C.L.N. agli altri spazi della manifestazione. Cucine internazionali, fermentazioni, vini, formaggi, produzioni tradizionali e interpretazioni affidate ai cuochi dell’Alleanza Slow Food.
Una manifestazione che esce dai suoi confini
Terra Madre 2026 non finisce però nelle piazze ufficialmente allestite.
Il programma Terra Madre Off, dal 21 al 28 settembre, coinvolge oltre 90 realtà torinesi tra ristoranti, associazioni, spazi culturali e case di quartiere. È la parte della manifestazione che porta il pubblico ancora più lontano dal tradizionale concetto di fiera: cene, degustazioni, visite, incontri, laboratori, spettacoli e iniziative culturali diventano un secondo livello della manifestazione.
Anche il rapporto con la storia di Torino entra nel programma. I Musei Reali partecipano con attività e percorsi legati al patrimonio delle Cucine Reali e alla figura della regina Margherita, nel centenario della sua scomparsa. Tra gli appuntamenti serali è previsto anche un laboratorio dedicato alla pizza e alla leggenda della Margherita.
È un ulteriore esempio di come Terra Madre stia cercando di costruire un rapporto sempre più stretto con il patrimonio culturale della città.
Qui l’elenco delle attività presso il Costadoro Social Coffee https://costadoro.it/blog/il-programma-degli-eventi-di-costadoro-a-terra-madre-2026/
Domani il Regio, poi quattro giorni nel mondo
Il primo atto ufficiale sarà domani, 24 settembre alle 11.30 al Teatro Regio, con la cerimonia inaugurale alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, come confermato dalla Prefettura di Torino.
Poi il Regio lascerà spazio alla città.
Da Porta Nuova a piazza Vittorio Veneto, passando attraverso via Roma e piazza Castello, Torino diventerà per quattro giorni un grande mercato internazionale, ma anche un laboratorio di idee sul futuro del cibo.
1.500 delegati della rete Terra Madre arriveranno da 120 Paesi; più di 700 studenti parteciperanno alle attività educative; 400 buyer e operatori professionali saranno coinvolti grazie al supporto di ICE e Camera di commercio di Torino; oltre 500 volontari contribuiranno alla macchina organizzativa.
Il dato più interessante, alla fine, non è però soltanto quello delle dimensioni. È la trasformazione di Torino in un luogo nel quale mercato, cultura, gastronomia, scienza, politica alimentare e cooperazione internazionale possono incontrarsi nello stesso spazio urbano.
Ed è forse questa la vera scommessa di Terra Madre 2026: non portare semplicemente il mondo del cibo a Torino, ma fare di Torino, per quattro giorni, uno dei luoghi in cui discutere quale futuro vogliamo dare al cibo e alla biodiversità.
| Voce | Numeri |
|---|---|
| Edizione | 16ª |
| Date | 24–27 settembre 2026 |
| Area allestita | circa 15.000 m² |
| Eventi complessivi | 1.000 |
| Conferenze | 200 |
| Laboratori del Gusto | 65 |
| Appuntamenti a tavola | oltre 60 |
| Eventi partner/Regioni/istituzioni | oltre 400 |
| Incontri UNISG | circa 30 |
| Espositori | oltre 600 |
| Espositori esteri | 40 |
| Presìdi Slow Food | oltre 130 |
| Nuovi Presìdi italiani | 12 |
| Delegati Terra Madre | 1.500 da 120 Paesi |
| Cuochi coinvolti | oltre 50 |
| Etichette in Enoteca | oltre 300 |
| Studenti nelle attività educative | oltre 700 |
| Buyer/operatori professionali | 400 |
| Volontari | oltre 500 |
| Realtà coinvolte in Terra Madre Off | oltre 90 |


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