CLIENTI, SVEGLIATEVI!!

Ben ritrovati!

Dopo queste impegnative settimane passate tra corsi, fiere e campionati la logica sarebbe informarvi su quanto accaduto in questi eventi, come dirvi che Pietro Vannelli è il nuovo campione italiano di Latte Art, che suo fratello Giacomo si è riconfermato campione italiano di Caffetteria,

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che Rubens Gardelli è campione italiano di Brewing

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e Davide Berti campione Italiano di Coffee in Good Spirit oltre che CAMPIONE DEL MONDO DI IBRIK,

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ma prima di parlarvi di quelli che hanno passione, che il caffè lo conoscono e lo sanno trasformare bene in espresso o in bevanda sotto altre forme, vorrei prendere in considerazione i baristi comuni, quelli che spesso troviamo nel bar sotto casa, negli autogrill, nelle pasticcerie… insomma, del “nostro” barista occasionale o di fiducia.

Come sapete mi occupo di formazione, pertanto la prospettiva di quanto sto per raccontarvi è probabilmente leggermente distorta dalle mie competenze e aspettative.

In questi giorni ho accompagnato in giro per la mia città degli amici che mi sono venuti a trovare, e insieme alla mia famiglia ci siamo divertiti a fare i ciceroni sulle mille bellezze di Torino, sui suoi palazzi e le stupende residenze reali che la circondano.

Ovviamente i tour sono stati intervallati da numerose soste in diversi bar e pasticcerie rinomate, storiche, famose e anche in locali occasionali, per ristorarci con una semplice bevanda calda.

I miei amici, provenienti da tutt’altro settore e da regioni lontane, potremmo definirli dei consumatori normali, persone che bevono “il caffè” non “l’espresso”, e che quindi non hanno le mie esigenze o abitudini ad un gusto specifico di buone arabiche, tostate chiare ed estratte con maestria, ma malgrado ciò, ho scoperto successivamente che le delusioni e le brutte sorprese non sono mancate anche per loro, anzi!

In quasi tutti i locali le attrezzature erano sporche e mal tenute, lance del vapore incrostate di latte,

lancia vapore giubbe rosse lancia sporca 1  20150130_134655

campane e dosatori del caffè con evidenti strati di caffè rancido, servizio svolto da personale o impreparato o svogliato e ovviamente senza la benché minima attenzione alle normali procedure di preparazione dell’espresso.

20150130_134625 estrazione errata

Io, ovviamente, un po’ per non essere noioso con continui appunti e lamentele, un po’ per non volerli far sentire poco competenti in materia, non ho detto nulla, non ho commentato, e ovviamente non ho mai preso il “caffè” con loro ma mi sono limitato a succhi di frutta o bicchieri d’acqua, fino alla cena del secondo giorno, quando ad un certo punto mi hanno chiesto: “scusa, ma tu che lavori nel caffè, in questi giorni non lo hai mai bevuto perché sapevi che non sarebbe stato buono? No, perché uno decente non lo abbiamo preso tranne che in un solo locale….e tu non ci hai mai detto nulla…!”

Colto di sorpresa e con un lieve imbarazzo ho esposto loro le mie motivazioni, spiegando che non avrei voluto essere noioso e pedante con le mie negatività sul settore, e in più avevo pensato che a loro, alla fine, ciò che bevevano piacesse, pertanto non mi era sembrato il caso di tediarli con le mie “lezioncine” in giornate di puro svago.

Avevo aperto il vaso di pandora! Sono iniziate domande, richieste, abbiamo cambiato il programma del giorno successivo trasformandolo in un tour sulle caffetterie dove sapevo lavorano baristi preparati e si possono gustare miscele di ottima qualità, dove ad ogni erogazione abbiamo osservato la gestualità e la qualità del prodotto servito, e ci siamo divertiti moltissimo a imitare i giudici di Masterchef. Al termine della mattinata la soddisfazione è stata molta per tutti, ma è rimasto il rimpianto dei molti locali visitati nelle giornate precedenti, dove ovviamente nessuno di noi, esperti e non, tornerà.

Ma allora mi domando: PERCHE’ CI SONO UN SACCO DI PERSONE CHE CONTINUANO AD ACCETTARE DI CONSUMARE UNA BEVANDA DAL GUSTO CATTIVO, MAL PREPARATA, MAL SERVITA, CON ATTREZZATURE SPORCHE, PAGANDOLA SEMPRE ALLA STESSA CIFRA DI UNA SERVITA E PREPARATA DA UN PROFESSIONISTA?

EPPURE, SE ANDATE IN UN RISTORANTE, PRETENDETE UN SERVIZIO CORTESE ED ATTENTO DA PARTE DEL CAMERIERE, TOVAGLIA, PIATTI E POSATE PULITE E GUAI SE VEDESTE CHE VI PREPARANO LA PASTA IN UNA PADELLA SPORCA O GIA’ USATA, VERO?

È per questo che occorre più coraggio da parte di tutti, nel rifiutare un servizio scadente ed un prodotto non buono a vantaggio, magari per qualche decina di metri di differenza, di un professionista che serve ottime miscele, e ce ne sono, credetemi, ce ne sono…

A questo link trovate un video realizzato presso la caffetteria Diamante Coffee Lab, dove potete osservare dei professionisti al lavoro e fare qualche confronto…

Buon espresso a tutti!

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Bisaglia Francesco ha detto:

    Cappuccinatori costantemente pregni di latte bollito, frutto di precedenti schiumate e riutilizzati, con nonchalance, a getto continuo; sempre il medesimo latte nella brocca, bollito e praticamente sterilizzato con le bolliture dei macchiati successivi, acqua discutibile (per usare un eufemismo) di erogazione degli espressi e caffè di zero qualità, a prevalenza robusta, sono riscontrabili nel 90% dei bar. Colpa di esercenti poco professionali e improvvisati ma anche della clientela, che continua a rimpinguare la domanda di questi prodotti scadenti. Un mal costume che va assolutamente combattutto.

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