NUTRIZIONE E FOOD MARKETING

Parliamone con la dott.ssa

Fabiana Carella

Quando ancora eravamo in periodo di lockdown e si cominciava a parlare di apertura per i locali di somministrazione di alimenti e bevande, le attività on line pullulavano di ogni genere di esperti, ma i temi erano prevalentemente orientati sulle problematiche tecniche.

La mia visione delle cose è sempre stata più ottimistica e la volontà quella di poter essere di vero supporto ai baristi, così dopo l’intervista con Marco Aloy dedicata al controllo dei costi ed alla corretta gestione per un delivery redditizio, ho pensato a come avrei potuto migliorare le esperienze dei miei clienti dopo un lungo periodo di lontananza dalle attività quotidiane e, perché no, fornirgli stimoli nuovi per una ripresa alimentare più corretta da un punto di vista nutrizionale.

Così ho contattato la mia amica Fabiana, dottoressa in Scienze dell’Alimentazione e Gastronomia, specialista in Nutrizione Culinaria, nonché membro di ENESAG (Ente Nazionale Esperti in Alimentazione E Gastronomia) e di AGP (Associazione Gastronomi Professionisti) e che, guarda il caso, ha svolto la sua tesi proprio sul caffè, ed abbiamo approfondito l’argomento.

Ne sono venuti fuori spunti davvero interessanti con ottime idee per migliorare le vendite ed aumentare la percezione di qualità e di consapevolezza nel cliente.

Ovviamente, non si è potuto trascendere dall’affrontare il tema nella sua veste scientifica, ma con la semplicità e la chiarezza che Fabiana è capace di utilizzare nelle sue spiegazioni, ha iniziato con lo spiegare in termini concreti cosa significa e come poter calcolare il fabbisogno calorico nutrizionale ed il fabbisogno energetico (in generale).

Partendo da questi dati abbiamo poi affrontato l’importante aspetto della colazione e di come bilanciare un pasto, e durante la chiacchierata sono venute fuori idee importanti per poter comunicare e veicolare delle scelte più sane e mirate per i nostri clienti.

Ad esempio strutturare, oltre al menu classico, con gli stessi piatti, un menu suddiviso per fasce energetiche o per principi nutritivi, piuttosto che etichettare i propri prodotti (sandwich, croissant, ecc.) anche con il loro valore nutritivo.

Queste cose, che possono sembrare banali, in realtà comportano un lavoro impegnativo e necessitano poi di attenzione da parte del barista/cuoco nel replicare sempre la medesima ricetta al fine di non rischiare di fornire informazioni falsate.

esempio di etichetta nutrizionale per 100 gr. di croissant.

Ovviamente qui non vi posso trascrivere tutta la nostra chiacchierata, ma se avete voglia di guardare l’intervista vi garantisco che non ne rimarrete delusi!

Grazie e buona visione!

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